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Anno 1609: con Galileo uscimmo a riveder le stelle

La terza ricorda invece la Grecia ellenistica e l'idea del cosmo geometrico (dalle geniali sfere omocentriche di Eudosso all'architettura planetaria di Tolomeo che resterà fondamentale fino all'età di Galileo, anche se già il Medioevo in realtà seppe concepire ad esempio la sfericità della Terra e la rotazione intorno al Sole).
Il dito e gli acquerelli della Luna
La sezione presenta i dettagli delle scoperte insieme a una "eliquia laica", il dito medio della mano destra di Galileo in un'ampolla di cristallo che poggia su una base di marmo scolpita con una iscrizione celebrativa dell'astronomo Tommaso Perelli (1704-1783).
Reperti archeologici, strumenti scientifici, atlanti celesti, disegni, dipinti, sculture, codici miniati e modelli cosmologici funzionanti sono accompagnati da filmati, applicazioni multimediali e un apparato didattico che guida anche al significato delle opere d'arte dense di riferimenti astronomici (frammenti d'affreschi pompeiani, il Sant'Agostino di Botticelli, la Melancholia di Durer, il Saturno di Rubens, l'Atlante di Guercino), degli strumenti e dei modelli cosmologici
L'Atlante Farnese, "eroe" del globo celeste
Tra i tesori più importanti l'atlante Farnese, statua greca del II sec.
Per dare forma a una nuova immagine del mondo, ricorda la mostra con Galileo, è necessario abbandonare ogni idea preconcetta, combinare la riflessione teorica e l'osservazione sperimentale, cioè accordare, come ammoniva lo scienziato, le "dimostrazioni matematiche" e le "sensate esperienze del rapporto diretto e circostanziato con la realtà.

Fonte: http://www.giornaledibrescia.it/Contenuti/484484.html?idnews=5684

March 27, 2009 - Posted by noclasco | Uncategorized | , , , | No Comments Yet

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